Come finirà il referendum di Città Comune?

Peppone
La demagogia del Campanile

Chi mi conosce, o segue questo Blog, sa che non mi diletto soltanto a partecipare indegnamente a gare di triathlon, a corse più o meno impegnative o a impastare e cuocere pagnotte di farine strane, ma sempre integrali. Normalmente, i due terzi delle ore utili della mia settimana sono occupate dalla mia attività professionale di consulente di organizzazione e di relazioni interne d’azienda.

Chi mi segue bene bene, si ricorderà anche che tra le mie attività consulenziali, un posto importante lo occupa l’organizzazione in ambito pubblico, sia di aziende che di enti locali.

Negli ultimi dieci anni ho accumulato parecchia esperienza in progetti di associazioni di servizi sovracomunali, di unioni territoriali e di fusioni di enti locali.
In questi ultimi anni sono stato molto coinvolto in un grande progetto, forse uno dei progetti più impegnativi d’Italia, nella storia delle fusioni. Si tratta, molti lo sapranno già, della possibile fusione di tre grandi comuni: Monfalcone, Ronchi dei Legionari e Staranzano. Questi tre Comuni, fondendosi, andrebbero a creare la quarta città in Regione Friuli Venezia Giulia, con un numero di cittadini di poco inferiore alle 50.000 unità.

Questo avverrà soltanto se al referendum del 19 giugno prossimo, vincerà il “si”.

La volontà di fondersi e di indire un referendum, come prevede la legge, è partita dal basso, stavolta, e non dai quartieri alti della politica. Una associazione di liberi cittadini del mandamento isontino, denominata “Città Comune”, assieme ad altre realtà dell’associazionismo locale, ha raccolto, nel corso del 2015, le firme necessarie per chiedere alla Regione FVG, un referendum di interrogazione popolare per avviare l’iter di fusione.

Se volete conoscere la mia previsione sul risultato del referendum non avete che da continuare a leggere Continua a leggere “Come finirà il referendum di Città Comune?”