Lo zaino, gli occhiali da lettura e altre storie
L’unico vantaggio di essere anziani, credo, è che non si è morti da giovani.
Molte persone non sanno invecchiare, e mi sa che io sono tra queste.
Non sto filosofando su cose nuove, lo so. Credo che da sempre l’invecchiamento dell’uomo sia stato alla base di grandi discussioni. Basti pensare al Cato Maior de senectute di Cicerone.
A me piace molto la frase che Oscar Wilde scrive ne Il ritratto di Dorian Gray: “La tragedia della vecchiaia non è invecchiare, ma rimanere giovani dentro”.
Sembra un paradosso, d’altra parte il buon vecchio Oscar è stato il re dei paradossi, ma non lo è. Me ne sto rendendo conto.
Passano gli anni, i mesi, e se li conti anche i minuti, cantava Fabrizio De Andrè, è triste trovarsi adulti senza essere cresciuti. Il menestrello genovese parlava di nani, ma la frase va bene anche per la maturità. I Peter Pan che rifiutano di crescere sono molti, e in questi ultimi anni sono sempre di più. Cinquantenni che sposano ventenni, settantenni che si risposano con trentenni, sessantenni che corrono. Si, avete letto bene, sessantenni che corrono. Perché sono ormai tantissimi i maratoneti e gli IronMan che hanno il numero sei e talvolta anche il sette, come prima cifra della loro età.
Gente che continua a spingere il proprio corpo all’estremo, nella speranza, forse, dell’immortalità. Continua a leggere “Lo zaino, gli occhiali da lettura e altre storie”
