Fit walking
Continuiamo con l’analisi di diverse attività, adeguate a chi riprende il movimento in età avanzata, dopo diversi anni di inattività fisica e, magari, in sovrappeso. Oggi parliamo del Fit walking. Il termine inglese significa letteralmente “camminare per la forma fisica”. … Continua a leggere Fit walking
Ginnastica in acqua
La ginnastica in acqua è una attività sportiva che può essere praticata praticamente da tutti, anche da chi per motivi di schiena, peso eccessivo o problemi articolari, specie agli arti inferiori, è bene esegua attività senza sovraccarico per le anche … Continua a leggere Ginnastica in acqua
Perché camminare almeno un’ora al giorno
Camminare è l’attività fisica più semplice da poter svolgere per chiunque. Tutti sanno camminare e lo fanno continuativamente senza nemmeno pensarci. Ma affinché una camminata sia efficace, c’è bisogno di accompagnarla ad alcuni ingredienti indispensabili, quali lo spazio aperto, possibilmente … Continua a leggere Perché camminare almeno un’ora al giorno
Son soddisfazioni :-)
Stavo girando per Google senza una meta precisa, un po’ come un impiegato di fantozziana memoria, se ne va per i negozi di un centro commerciale, durante un sabato pomeriggio di pioggia. Senza alcun obiettivo preciso, se non quello di starsene un po’ al caldo, mentre fuori tira un brutto vento freddo, e di bearsi di luci e colori che inondano i suoi occhi. Continua a leggere “Son soddisfazioni :-)”
Pane con Semola rimacinata e Tumminia
Chiamarlo Pane di Castelvetrano sarebbe un insulto, infatti di quel pane famoso, presidio Slow food, conserva soltanto uno degli ingredienti: la farina integrale di Tumminia, un grano siciliano, rigorosamente macinata a pietra dall’Antico Mulino a pietra di Lazzara.
Questi sono giorni di influenza. Sono costretto in casa dai postumi della febbre e da una fastidiosa bronchite, ma non posso starmene, per una volta tanto, disteso a letto o stravaccato sul divano, perché questa infezione virale, mi ha scatenato una brutta infiammazione cervicale. Così per lo meno ha detto il mio medico, una cara ragazza, compagna di liceo, che da un po’ di tempo subisce i miei attacchi ipocondriaci.
Si sa, noi maschi non possiamo avere delle malattie banali, ma dobbiamo subito pensare ad epiloghi tragici. Raffreddore, influenza, e infiammazioni articolari devono per forza diventare mortali e farci sentire malati terminali. Insomma, abbiamo sempre bisogno di attenzioni, ma voi donne queste cose non le capite e ci trattate da ipocondriaci.
Ma torniamo al pane di oggi. Continua a leggere “Pane con Semola rimacinata e Tumminia”
Tiziana Weiss su Wikipedia
Quando ero un ragazzino che iniziava a muovere i primi passi sulla roccia calcarea della palestra di Doberdò del Lago, la Bora portava anche a noi, alpinisti provinciali, le notizie di quanto accadeva in quello che consideravamo l’empireo, almeno regionale, dell’arrampicata: la Val Rosandra.
Noi goriziani abbiamo sempre vissuto un po’ la sudditanza psicologica con i cugini triestini. Razza particolare che non ha eguali nel mondo.
Una città schiacciata, come recitava Umberto Saba “tra i monti rocciosi e il mare luminoso”. Una città non grande, ma che ha dato negli anni, grandissimi nomi all’alpinismo mondiale. Basterebbe pensare a Emilio Comici o a Enzo Cozzolino. Continua a leggere “Tiziana Weiss su Wikipedia”
Ciabattine di semola di grano duro
Approfittando del ponte dell’Immacolata, è partita una due-giorni “Panettone”, momento magico per gustare la casa, in una sorta di prova generale per le vacanze di Natale.
Non so se lo avete mai fatto, ma quella di confrontarsi con la produzione di un grande lievitato, è una di quelle sfide estreme che ogni uomo temerario dovrebbe tentare almeno una volta nella vita. Ma di questo (sempre che il panettone mi riesca) ne parlerò in un prossimo post.
Adesso vi voglio raccontare la storia di due ciabattine che mi sono industriato a preparare, per rendere godibile la pausa nel pomeriggio della seconda giornata di lavoro. Quel momento in cui puoi tirare un po’ il fiato, mentre l’impasto che hai pirlato e messo nel pirottino, è in cella di lievitazione e ci metterà almeno 8 ore per raggiungere quel livello che ti serve per metterlo in forno. O almeno come tu speri. Continua a leggere “Ciabattine di semola di grano duro”
Pausa pranzo
Ieri ero seduto ad un piccolo tavolo di ristorante, uno di quei luoghi non-luoghi, in cui ci si ferma per una pausa, attorniati da agenti di commercio scamiciati e manutentori con gli scarponcini antinfortunistici ai piedi e il giubbino arancione ad alta visibilità ancora indossato. Un posto dove paghi un prezzo fisso di dieci euro e puoi mangiare al buffet quello che ti pare. Cose che sembrano sempre diverse, ma che alla fine sono sempre la stessa cosa.
E allora, invece di guardare la bottiglietta d’acqua naturale che il cameriere ti ha messo davanti, o il piatto di vitello tonnato, che ha un aspetto triste e depresso, preferisci guardarti attorno a cogliere immagini del mondo che ti ruota attorno.
E, proprio al tavolo accanto al tuo, c’è una strana coppia, una coppia che, te ne accorgi soltanto adesso, un po’ tutti stanno spiando di sottecchi e i manutentori, con i pantaloni macchiati di ruggine dei tombini, la stanno commentando.
Un cinquantenne abbronzato, ma forse con qualche anno di più, vestito di quel casual che è tutto meno che casuale, con il foulard di tinte pastello, perfettamente in tono con il maglione di cashmere griffato, seduto assieme ad una bella ragazza venticinquenne, sportiva, luminosa, che lo guarda estasiata, mentre lui parla, parla, dei suoi successi di lavoro. Oddio, non che mi sia messo ad ascoltare, ma era impossibile non sentire.
Lei un po’ nervosa con lo smartphone nella mano sinistra, lui che ogni tanto, timidamente, quella mano accarezza.
Una strana coppia, con troppi anni di distanza, una coppia che la gente comune fa ancora difficoltà ad accettare, anche se ormai il nostro mondo ci sta abituando a tutto.
Ma nell’attimo stesso in cui bevo un sorso d’acqua troppo fredda, per buttare giù l’ultima oliva ascolana, trilla veloce il cellulare della ragazza. Un trillo breve di quelli che annunciano un whatsapp e illuminano lo schermo. Lei che guarda, lui che s’indigna e le dice di smetterla con un tono di voce forse un po’ troppo elevato. E lei che risponde con una parola che mi fa chiudere gli occhi, appoggiare la nuca contro la parete dietro di me, con i lombi appoggiati alla finta pelle del divanetto, a ricordarmi qualcosa di accaduto quasi trent’anni fa …
Risalivo a passi lenti questo sentiero tra faggi e larici, in mezzo a felci odorose e cespugli di mirtilli. Continua a leggere “Pausa pranzo”
Schüttelbrot, il pane dei Masi
I viaggi di lavoro sono sempre interessanti. Sono come dei corsi di formazione che, anche se pensi di conoscere l’argomento, alla fine, impari sempre qualcosa di nuovo.
Purtroppo, però, molto spesso, non si ha tempo per godersi il luogo, presi come siamo dalle riunione nelle varie aziende, o dalle cene ufficiali.
Qualche giorno fa, sono stato a Bolzano a visitare il nuovo inceneritore della città, alcuni depuratori e il laboratorio di analisi che non si limita a controllare i limiti di legge dei reflui, ma è un centro di eccellenza per la ricerca applicata sia nel campo dei nuovi inquinanti, sia per la ricerca a sostegno dell’industria agroalimentare del territorio.
Potrebbe sembrare una visita noiosa, ma non lo è stata assolutamente. L’inceneritore è un gioiello di tecnologia, così come i depuratori, e gli altoatesini sono riusciti a trasferire a questi importanti impianti per la salvaguardia dell’ambiente, le migliori tecnologie disponibili.
Ma tra una visita ed una riunione, sono riuscito anche a capire un po’ di più del Maso chiuso e, finalmente, avendo dormito la notte nella proprietà di una famiglia contadina di Mölten (Meltina), ho potuto riassaporare alcune specialità locali, come il pane di segale Schüttelbrot, che era da molti anni che non mangiavo. Continua a leggere “Schüttelbrot, il pane dei Masi”
Ma chi era l’ultimo?
In questi giorni, sulle Alpi, è iniziato finalmente a nevicare. Gli sci sono a posto, le lamine affilate e il fondo sciolinato. Le pelli di foca sono asciutte e pulite. Tutto è pronto per la nuova stagione bianca.
Ieri sera, mentre stavo regolando gli attacchi per gli scarponi nuovi, nel silenzio profondo della sera, nel caldo confortante della mia taverna, la mente ha vagato nel tempo ed è approdata ai primi di marzo del 1970, mese nel quale si colloca uno dei dubbi più grandi della mia vita. Un dubbio che non sono mai riuscito a risolvere. Continua a leggere “Ma chi era l’ultimo?”
