“Piccolo” non è più “Bello” – a margine del 1° Convegno degli Odontotecnici

Ieri mattina, sabato 13 ottobre, presso la Camera di Comercio di Udine, ho avuto modo di partecipare come relatore al 1° Convegno regionale degli Odontotecnici del Friuli Venezia Giulia, organizzato dal Coordinamento regionale delle associazioni odontotecniche (ANTLO – CIO Confesercenti – FENAODI Confartigianato – CNA SNO).
Da diversi anni seguo questo micromondo imprenditoriale, attraverso la consulenza di organizzazione a due importanti realtà di questa regione.
Si tratta di una realtà sospesa tra artigianato artistico e tecnologie avanzate. Un mondo a parte che sta cercando una corretta collocazione nel più vasto settore delle protesi sanitarie. Continua a leggere ““Piccolo” non è più “Bello” – a margine del 1° Convegno degli Odontotecnici”

Local, Global, Glocal, una importante lezione da McDonald’s

Una importante lezione di strategia di ci viene dal colosso americano McDonald’s, che recentemente, ha avviato un progetto di penetrazione del mercato indiano, attraverso la creazione di una serie di prodotti vegetariani. Questo esempio è molto importante per introdurre quello che è uno dei grandi problemi per l’internazionalizzazione delle PMI italiane.

Uno dei principali limiti delle imprese che hanno sempre operato soltanto sul territorio nazionale o, al massimo, per Clienti dei paesi limitrofi e quello di essere convinti che una strategia che è stata vincente in Italia lo sarà sicuramente anche all’estero. Continua a leggere “Local, Global, Glocal, una importante lezione da McDonald’s”

Moroso: un esempio di successo

Nel suo “The marketing imagination”, pubblicato nel 1986, Theodore Levitt, l’economista teorico della globalizzazione, sosteneva che nel futuro i Paesi sviluppati avrebbero dovuto produrre più cose di grande qualità rispetto ad altri Paesi in crescita. Le imprese, per poter sopravvivere, avrebbero dovuto posizionarsi nei segmenti alti di mercato.
Questo è un problema sul quale abbiamo più volte dibattuto nelle pagine di questo Blog.

Abbiamo analizzato le peculiarità dell’azienda italiana, quella piccola azienda familiare che rappresenta il 97% dell’impresa nazionale, che nella maggior parte dei casi usa come unica leva competitiva il prezzo di vendita.

Parlando con gli imprenditori mi trovo sempre a discutere su questo problema. Sembra che nel loro orizzonte visuale l’unica componente del marketing mix che abbia un significato, sia il prezzo basso. Attenzione, ho scritto coscientemente “basso” e non “competitivo” perché sono due cose diverse.

Nella nostra realtà è difficile combattere questo preconcetto perché è molto diffuso ed è dimostrato che nel mercato interno, effettivamente, la qualità di prodotto, di servizio e in generale i costi totali di acquisto, vengano quasi sempre sacrificati a favore del prezzo di acquisto più basso (che è stato ampiamente dimostrato nel tempo, che si trasforma molto spesso nel costo più elevato).

Molto spesso abbiamo ragionato della crisi del comparto della sedia e del mobile e di come l’unica leva che aveva fatto vincere le nostre aziende sui mercati internazionali (quasi sempre erano rappresentati dalla Germania) era stato il prezzo di vendita più basso al mondo.

Lo stesso discorso valeva per altri comparti, come il tessile. Si sa che la nostra industria tessile si era imposta non tanto per la qualità del prodotto, quanto per il fatto che il prezzo sul mercato risultasse essere il più basso. In questo modo eravamo riusciti, nel corso della seconda rivoluzione industriale a cavallo tra la fine dell’ottocento e i primi del novecento a togliere il primato alla Gran Bretagna.

Quando sul mercato sono apparse le prime imprese concorrenti dai paesi in via di sviluppo, abbiamo visto che, in pochissimi anni, sono riuscite a copiare i prodotti e a riprodurli a prezzi molto più bassi dei nostri. A quel punto, essendo il prezzo di vendita l’unica leva disponibile, le aziende italiane avevano perso gran parte del mercato e molte erano state costrette a chiudere i battenti.
Non tutte.
In un clima di estrema sfiducia e di collasso industriale, alcune aziende, anche del Friuli Venezia Giulia, la mia regione che sta lottando contro la crisi dei vari distretti industriali, sono riuscite ad imporre il proprio brand sui mercati internazionali, senza bisogno di delocalizzare, ma interpretando perfettamente quelle che erano le teorie di Levitt.

Un esempio che vorrei portare oggi è quello dell’azienda Moroso di Udine. Continua a leggere “Moroso: un esempio di successo”

Cosa fare se il PIL è in picchiata?

Ormai è notizia nota a tutti che dalle ultime rilevazioni trimestrali dell’ISTAT risulta che l’andamento del PIL nella penisola è caratterizzato da un netto calo sia nell’anno in corso sia rispetto a quanto registrato nel 2011, e che le cifre relative al secondo trimestre del 2012 sono pericolosamente vicine a quelle registrate nel quarto trimestre del 2009.
Che cosa possono fare le imprese in una situazione congiunturale di questo tipo? Continua a leggere “Cosa fare se il PIL è in picchiata?”

Investimenti alberghieri di lusso nel Golfo e in Nord Africa

Goldn Tulip Al Jazira Hotel – Abu Dhabi

Il Middle East e, nonostante le note vicende politiche, anche il Nord Africa, saranno teatro nei prossimi anni di grossi investimenti nel settore alberghiero di lusso.

Buone possono essere le prospettive per aziende italiane operanti nel contract lusso per acquisire importanti commesse nell’area. Continua a leggere “Investimenti alberghieri di lusso nel Golfo e in Nord Africa”

Il futuro green degli Emirati Arabi

Grandi opportunità di business vengono offerte oggi negli Emirati Arabi, alle aziende serie che operano nella green-economy.
A Masdar City, nell’emirato di Abu Dhabi è stata installata la prima stazione di ricarica rapida presente in Medio Oriente. Questo caricabatterie rapido permette di ridurre il tempo necessario per ricaricare le auto elettriche di oltre il 90 per cento, permettendo la ricarica completa dell’autovettura elettrica in soli 30 minuti, contro le sei ore dei modelli precedenti
Il progetto, in diretta collaborazione tra il governo di Abu Dhabi e la Mitsubishi Heavy Industries, ha l’obiettivo di ridurre le emissioni di gas inquinanti in atmosfera. Continua a leggere “Il futuro green degli Emirati Arabi”

I mercati sono conversazioni

Martin Lutero inchioda le 95 tesi sul portone della Chiesa di Wittenberg il 31 ottobre del 1517

In questi giorni c’è un caldo infame, le strade si stanno pian piano svuotando e i camionisti, nonostante tutto, sembrano essere più tolleranti, chissà, forse stanno pensando anche loro alle prossime ferie.
Oggi vi propongo una lettura da ombrellone. Una sana meditazione agostana, su un documento realizzato ormai tredici anni fa, ma che purtroppo pochissimi imprenditori ancora conoscono.
Non esisteva ancora il Web 2.0, ma Rick Levine, Christopher Locke, Doc Searls e David Weinberger proposero una riflessione su come stava evolvendo il mondo del marketing e del business in generale.
In analogia con le 95 tesi che Martin Lutero, con una vera e propria azione di Guerrilla Marketing, affisse alla porta della Chiesa di Wittenberg, che accesero un dibattito teologico che terminò con la nascita della Riforma protestante, nel 1999 nasceva il Cluetrain Manifesto che, i altrettante tesi, proponeva una riflessione sulla riforma dei mercati, alla luce della grande rivoluzione che Internet stava portando nella comunicazione.
Gli autori affermano che Internet è diversa dai media tradizionali utilizzati per il marketing di massa in quanto consente alle persone di avere delle conversazioni di tipo “uomo a uomo” e, potenzialmente, queste possono trasformare in modo radicale le pratiche commerciali tradizionali.
Eccole qui le 95 tesi…meditate:

  1. I mercati sono conversazioni. Continua a leggere “I mercati sono conversazioni”

E continuiamo a chiamarla “Crisi”

Una delle frustrazioni più grandi per un consulente è affermare “io lo avevo detto”. Questo per molti motivi, il primo  perché nessuno ti crede e pensa che stai cercando di crearti l’immagine del Guru che, diciamo la verità, non ti si addice per niente. Il secondo motivo, molto più serio è perché significa che nessuno ti si è filato, i Clienti hanno continuato a fare quello che credevano e, anche se ti hanno pagato regolarmente, non hanno seguito i tuoi consigli.

Nel 2007, in piena crescita economica, avevo detto ad alcuni imprenditori di fare attenzione con gli investimenti nei quali si stavano pesantemente impegnando, perché la crescita non sarebbe durata ancora a lungo e, probabilmente, ci saremmo dovuti aspettare un periodo di recessione. Continua a leggere “E continuiamo a chiamarla “Crisi””

Inizia il Ramadan

Quest’anno il Ramadan inizia il 20 di luglio. Questo periodo rituale della religione islamica, che ogni anno si sposta di undici giorni, dipende dal calendario Hijri che si basa sul ciclo lunare. Il Ramadan è il nono e più sacro mese del calendario islamico.

Per chi intrattiene rapporti di affari o vorrebbe iniziare ad operare nei mercati del mondo arabo, è molto importante conoscere questo momento di vita dei musulmani. Continua a leggere “Inizia il Ramadan”

Quando il papà non conosce l’inglese

Nei post precedenti ho toccato diversi punti importanti del processo di internazionalizzazione di un’impresa, ma non ho toccato quello forse più critico nel sistema economico imprenditoriale italiano: il Papà.

Oddio, non che ce l’abbia in modo particolare con i genitori maschi, anzi, facendo anch’io parte della categoria, talvolta tendo ad essere molto comprensivo e indulgente con questi particolari colleghi, ma devo riconoscere che rappresentano, nel mondo imprenditoriale locale uno dei punti di maggiore resistenza al cambiamento e all’innovazione. Continua a leggere “Quando il papà non conosce l’inglese”