La strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni

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la strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni

L’ho scritto già diverse volte su questo Blog che la pianificazione è uno dei punti tanto critici quanto sottovalutati dai piccoli e medi imprenditori.
Pianificare non è soltanto un passo importante per riuscire a ottenere risultati, ma è un passo vitale.
Nostante ciò, sono moltissime le aziende che sottovalutano questo aspetto, commettendo degli errori strategici che possono inficiare le opportunità di successo.
Un business plan serve in diversi momenti della vita dell’impresa. Innanzi tutto al suo avvio, per chiarirsi bene le idee, capire quali possano essere i punti di forza e quelli di debolezza di un progetto, quali i costi e quali le aspettative di ricavo e di profitto.
Poi, però, un business plan può essere importante da definire durante particolari momenti nel corso della vita dell’azienda. Quando si intende lanciare una nuova linea o un nuovo prodotto, quando si intende impegnarsi in un grande investimento, quando si vuole delocalizzare, internazionalizzare, acquisire o vendere. E questi sono soltanto alcuni esempi. Continua a leggere “La strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni”

Marketing strategico per le PMI

media-strategySono ancora molti, forse troppi, a credere che il marketing sia redigere una brochure o preparare una campagna pubblicitaria.
Come teorizzato da Jerome McCarthy, e poi universalmente condiviso, le variabili che tradizionalmente si includono nel marketing sono le 4P del marketing mix:

  • Product (Prodotto)
  • Price (Prezzo)
  • Place (Punto Vendita)
  • Promotion (Comunicazione)

Come si vede la comunicazione (Promotion) è soltanto al quarto posto, certamente con pari dignità rispetto alle altre tre leve di marketing, ma non certamente tanto importante da sovrastarle.
Prima di definire che cosa comunicare al mercato è necessario definire una strategia, senza la quale gli sforzi e i costi di promozione potrebbero essere inutili o addirittura dannosi.
Il marketing strategico si basa sull’analisi dei bisogni degli individui e delle organizzazioni. Questo primo aspetto del processo di marketing riguarda anzitutto l’individuazione, all’interno del mercato di riferimento, dei prodotti-mercato e dei segmenti già esistenti o potenziali.
Le PMI posseggono sia la visione che la conoscenza del proprio mercato di riferimento, ma molto spesso mancano gli strumenti, le competenze e, soprattutto, il tempo per l’analisi dei dati che oggi, al contrario di un tempo, sono più facilmente a disposizione, ma manca il tempo necessario a organizzare la quantità di dati a supporto del business. Continua a leggere “Marketing strategico per le PMI”

Corsi di Formazione 2013

Sul sito web East Consulting è stato pubblicato il catalogo dei Corsi di Formazione per il 2013. Secondo me la persona deve essere al centro dei processi di cambiamento di una qualsiasi impresa. Non ci può essere crescita, sviluppo, cambiamento, se non ci sono le necessarie competenze. Il valore aggiunto dei Corsi di Formazione East Consulting è quello di progettare il giusto mix per integrare teoria ed applicazioni pratiche, in modo da essere sempre vicini ai bisogni delle Imprese, aiutandole nella realizzazione di nuovi progetti e nello sviluppo delle competenze. Per andare alla pagina dei Corsi a catalogo clicca qui Continua a leggere Corsi di Formazione 2013

Internazionalizzazione ma non per tutti

Prendo lo spunto da un articolo pubblicato su Linkiesta, un aggregatore di Blog e di notizie, in cui si parla della grande solitudine dei consulenti freelance, spiriti liberi, costretti a misurarsi con le grandi società di consulenza che hanno trasformato molti professionisti in venditori porta a porta.

Si chiama in causa l’internazionalizzazione delle imprese che, a detta di Federica Piran, autrice dell’illuminato post, è il nuovo cavallo di battaglia dei consulenti, o pseudo-tali, quelli che di volta in volta si improvvisano esperti dell’argomento che in quel momento è richiesto dal mercato.

Sono perfettamente d’accordo con il suo pensiero, ma, pur non essendo la mia una grande società di consulenza, da diverso tempo cerchiamo di aiutare le imprese italiane ad internazionalizzare e mi sono sentito chiamato in causa.

Chi segue questo Blog ha letto diversi post sulla necessità di andare all’estero per sopravvivere e di riconvertirsi per poter continuare a competere nel mercato.

L’autrice fa una affermazione che è sacrosanta: non tutte le imprese possono pensare di internazionalizzare, così come le grandi società di consulenza vorrebbero far credere. Il modello aziendale italiano è formato da tantissime microimprese che operano nella subfornitura e non hanno né la struttura, né la mentalità, né il prodotto, né la forza finanziaria per poter affrontare un progetto di internazionalizzazione.

Questo io lo vado sostenendo da sempre. Quello che però va compreso è che non possiamo neppure andare avanti con l’attuale modello produttivo. Continua a leggere “Internazionalizzazione ma non per tutti”

Delocalizzazione, Etica e Business

La protesta che sta circolando sui social network

In un post del 14 agosto scorso (Internazionalizzare vs Delocalizzare) ho affrontato il problema della differenza sostanziale tra internazionalizzazione e delocalizzazione. Credevo di scoprire l’acqua calda, invece, dalle numerose e-mail che mi sono arrivate, ho compreso di aver toccato un punto su cui molti non si erano soffermati in maniera sufficiente a ragionare.

Ho avuto modo di parlarne anche in occasione del Workshop presso la Fiera di Udine il 5 ottobre scorso e anche in quel caso ho ricevuto diversi riscontri positivi al mio pensiero.

Oggi ho trovato su un social network questo “manifesto” che stigmatizza l’utilizzo da parte delle compagnie telefoniche, ma non solo, di call center situati in paesi con bassi costi del personale, che attraverso operatori che parlano la nostra lingua, telefonano a Clienti o potenziali tali, italiani, proponendo servizi e prodotti.

Questo è un bellissimo esempio di delocalizzazione delle attività “produttive” con mantenimento del mercato di riferimento in Italia. Continua a leggere “Delocalizzazione, Etica e Business”

re-start

La ripartenza della nostra economia potrebbe arrivare dalle start-up tecnologiche. Non vorrei ripetermi, ma il modello del piccolo è bello, se posizionato in un segmento basso di mercato, non potrà mai più competere in un mondo globalizzato dove le produzioni di alta serie e di bassi contenuti tecnologici saranno dominio dei paesi emergenti. Se l’unica leva di business è il prezzo, con i nostri costi siamo perdenti in partenza.

Ma quali sono le opportunità che vengono offerte in Italia ai giovani imprenditori?  In altre nazioni più o meno evolute, grazie a incentivi fiscali e semplificazioni burocratiche, le start-up sono all’avanguardia in molti settori. Perché non dovremmo riuscirci anche qui da noi? In fondo siamo pur sempre il paese del venerato Made in Italy.

Ma vediamo che cosa succede in giro per il Mondo. Continua a leggere “re-start”

“Piccolo” non è più “Bello” – a margine del 1° Convegno degli Odontotecnici

Ieri mattina, sabato 13 ottobre, presso la Camera di Comercio di Udine, ho avuto modo di partecipare come relatore al 1° Convegno regionale degli Odontotecnici del Friuli Venezia Giulia, organizzato dal Coordinamento regionale delle associazioni odontotecniche (ANTLO – CIO Confesercenti – FENAODI Confartigianato – CNA SNO).
Da diversi anni seguo questo micromondo imprenditoriale, attraverso la consulenza di organizzazione a due importanti realtà di questa regione.
Si tratta di una realtà sospesa tra artigianato artistico e tecnologie avanzate. Un mondo a parte che sta cercando una corretta collocazione nel più vasto settore delle protesi sanitarie. Continua a leggere ““Piccolo” non è più “Bello” – a margine del 1° Convegno degli Odontotecnici”

Local, Global, Glocal, una importante lezione da McDonald’s

Una importante lezione di strategia di ci viene dal colosso americano McDonald’s, che recentemente, ha avviato un progetto di penetrazione del mercato indiano, attraverso la creazione di una serie di prodotti vegetariani. Questo esempio è molto importante per introdurre quello che è uno dei grandi problemi per l’internazionalizzazione delle PMI italiane.

Uno dei principali limiti delle imprese che hanno sempre operato soltanto sul territorio nazionale o, al massimo, per Clienti dei paesi limitrofi e quello di essere convinti che una strategia che è stata vincente in Italia lo sarà sicuramente anche all’estero. Continua a leggere “Local, Global, Glocal, una importante lezione da McDonald’s”

Moroso: un esempio di successo

Nel suo “The marketing imagination”, pubblicato nel 1986, Theodore Levitt, l’economista teorico della globalizzazione, sosteneva che nel futuro i Paesi sviluppati avrebbero dovuto produrre più cose di grande qualità rispetto ad altri Paesi in crescita. Le imprese, per poter sopravvivere, avrebbero dovuto posizionarsi nei segmenti alti di mercato.
Questo è un problema sul quale abbiamo più volte dibattuto nelle pagine di questo Blog.

Abbiamo analizzato le peculiarità dell’azienda italiana, quella piccola azienda familiare che rappresenta il 97% dell’impresa nazionale, che nella maggior parte dei casi usa come unica leva competitiva il prezzo di vendita.

Parlando con gli imprenditori mi trovo sempre a discutere su questo problema. Sembra che nel loro orizzonte visuale l’unica componente del marketing mix che abbia un significato, sia il prezzo basso. Attenzione, ho scritto coscientemente “basso” e non “competitivo” perché sono due cose diverse.

Nella nostra realtà è difficile combattere questo preconcetto perché è molto diffuso ed è dimostrato che nel mercato interno, effettivamente, la qualità di prodotto, di servizio e in generale i costi totali di acquisto, vengano quasi sempre sacrificati a favore del prezzo di acquisto più basso (che è stato ampiamente dimostrato nel tempo, che si trasforma molto spesso nel costo più elevato).

Molto spesso abbiamo ragionato della crisi del comparto della sedia e del mobile e di come l’unica leva che aveva fatto vincere le nostre aziende sui mercati internazionali (quasi sempre erano rappresentati dalla Germania) era stato il prezzo di vendita più basso al mondo.

Lo stesso discorso valeva per altri comparti, come il tessile. Si sa che la nostra industria tessile si era imposta non tanto per la qualità del prodotto, quanto per il fatto che il prezzo sul mercato risultasse essere il più basso. In questo modo eravamo riusciti, nel corso della seconda rivoluzione industriale a cavallo tra la fine dell’ottocento e i primi del novecento a togliere il primato alla Gran Bretagna.

Quando sul mercato sono apparse le prime imprese concorrenti dai paesi in via di sviluppo, abbiamo visto che, in pochissimi anni, sono riuscite a copiare i prodotti e a riprodurli a prezzi molto più bassi dei nostri. A quel punto, essendo il prezzo di vendita l’unica leva disponibile, le aziende italiane avevano perso gran parte del mercato e molte erano state costrette a chiudere i battenti.
Non tutte.
In un clima di estrema sfiducia e di collasso industriale, alcune aziende, anche del Friuli Venezia Giulia, la mia regione che sta lottando contro la crisi dei vari distretti industriali, sono riuscite ad imporre il proprio brand sui mercati internazionali, senza bisogno di delocalizzare, ma interpretando perfettamente quelle che erano le teorie di Levitt.

Un esempio che vorrei portare oggi è quello dell’azienda Moroso di Udine. Continua a leggere “Moroso: un esempio di successo”

CNOS/FAP – Corso Alta Formazione “Web Strategy” a Udine

Finalmente anche in Friuli Venezia Giulia qualcosa si muove sul fronte dell’Alta Formazione per le strategie di business che riguardano i nuovi mezzi di comunicazione. E’ stato accreditato ed inserito nel Catalogo Interregionale di Corsi di Alta Formazione, anche il corso “Web Strategy“, che si propone di offrire competenze e strumenti per approcciare strategicamente Internet. L’obiettivo è di analizzare, in funzione di un ampliamento del business, i processi aziendali attraverso la rete. La presenza sul web, infatti, offre diverse opportunità che l’impresa può fruttare a seconda dei propri obiettivi di sviluppo, con un criterio strategico e non esclusivamente commerciale. Da domani, … Continua a leggere CNOS/FAP – Corso Alta Formazione “Web Strategy” a Udine