Sono ancora molti, forse troppi, a credere che il marketing sia redigere una brochure o preparare una campagna pubblicitaria.
Come teorizzato da Jerome McCarthy, e poi universalmente condiviso, le variabili che tradizionalmente si includono nel marketing sono le 4P del marketing mix:
- Product (Prodotto)
- Price (Prezzo)
- Place (Punto Vendita)
- Promotion (Comunicazione)
Come si vede la comunicazione (Promotion) è soltanto al quarto posto, certamente con pari dignità rispetto alle altre tre leve di marketing, ma non certamente tanto importante da sovrastarle.
Prima di definire che cosa comunicare al mercato è necessario definire una strategia, senza la quale gli sforzi e i costi di promozione potrebbero essere inutili o addirittura dannosi.
Il marketing strategico si basa sull’analisi dei bisogni degli individui e delle organizzazioni. Questo primo aspetto del processo di marketing riguarda anzitutto l’individuazione, all’interno del mercato di riferimento, dei prodotti-mercato e dei segmenti già esistenti o potenziali.
Le PMI posseggono sia la visione che la conoscenza del proprio mercato di riferimento, ma molto spesso mancano gli strumenti, le competenze e, soprattutto, il tempo per l’analisi dei dati che oggi, al contrario di un tempo, sono più facilmente a disposizione, ma manca il tempo necessario a organizzare la quantità di dati a supporto del business.Le piccole imprese non adottano quasi mai un approccio strategico al mercato.
Calati e imprigionati nel quotidiano e nella gestione della contingenza, imprenditori e responsabili percepiscono il marketing strategico soltanto come un complesso di assunti tecnici e teorici. L’attenzione è rivolta all’immediato, alle vendite, al breve e brevissimo termine. Ogni forma di analisi che non abbia un fine fiscale o finanziario è vissuta frequentemente come un’inutile perdita di tempo.
Le pianificazioni di marketing strategico non vengono prese in considerazione, anche perché le risorse dispongono di competenze fortemente orientate all’operatività e alla soluzione dei problemi in corso d’opera.
Come scrivevo all’inizio di questo articolo, se si fa del marketing, l’attenzione viene rivolta soltanto alla vendita o alla promozione. L’analisi dei mercati o la formulazione delle strategie vengono viste con diffidenza. Addirittura spesso ritenute inutili, inefficaci e costose.
Il marketing strategico anche per le PMI
Eppure sarebbe possibile fare del marketing strategico anche nelle piccole e nelle microimprese. Quando si parla di marketing strategico, infatti, l’approccio scientifico non richiede necessariamente conoscenze elevate di statistica, ma spesso soltanto una buona capacità di analisi e, soprattutto, la definizione di una semplice metodologia da applicare costantemente.
Questa può essere sintetizzata in cinque punti che permettono di avviare un efficace processo di marketing strategico.
1. Impostare un metodo di analisi costante
Anche nella più piccola organizzazione può essere attivata una metodologia per la ricerca di informazioni utili allo studio del sistema competitivo, ossia del mercato, della attuale concorrenza, dei clienti, dei fornitori e dei canali distributivi, dei possibili nuovi concorrenti, dei possibili prodotti sostitutivi.
Questa analisi permette di individuare sia il valore potenziale del mercato, sia il trend, individuando le possibili quote di mercato e i segmenti più promettenti, misurando le varie forze messe in campo dai concorrenti.
2. Guardare alla concorrenza con gli occhi dei vostri Clienti
Non bisogna continuare a guardarsi soltanto dentro, a darsi ragione da soli sulla forza dei propri prodotti o dei propri servizi. Non sempre il Cliente o potenziale tale ritiene prioritarie quelle che a noi sembrano le caratteristiche più importanti del nostro prodotto.
Va dedicato del tempo ad una analisi oggettiva ed obiettiva dei fattori critici di acquisto e di successo per ogni segmento di mercato, che consente di stabilire i punti di forza e debolezza della propria azienda nei confronti della concorrenza.
3. Valutare i mercati con la mente e non con la pancia
Nella valutazione dei segmenti di mercato va considerata la reale attrattività.
Ogni mercato presenta delle opportunità e delle minacce, che vanno valutate attentamente prima di intraprendere pericolose decisioni di modifiche di posizionamento.
Ogni modifica al proprio posizionamento va pianificata con attenzione. Molto spesso segmenti di mercato che ci appaiono molto appetibili, in realtà presentano delle grandi difficoltà di penetrazione e prodotti o servizi adatti che potremmo non essere in grado di fornire.
4. Studiare il piano d’azione
Una volta analizzato il mercato e deciso il posizionamento o riposizionamento, il progetto di marketing strategico arriva alla fase calda in cui le attività devono essere pianificate ed attuate.
Questo permette di individuare un insieme di azioni da sviluppare che sono il risultato di un attento processo di analisi.
Ci saranno attività legate al prodotto, ai processi di realizzazione e, quindi, di prezzo, alla distrbuzione e alla comunicazione. Soltanto dopo aver definito che cosa produrremo, a quale prezzo e in quale modo vorremo distribuirlo, potremmo dedicarci allo studio del miglior metodo di comunicazione al mercato.
5. Misurare i risultati
E arriviamo al punto finale, la consuntivazione. Ogni attività deve poter essere misurabile, in sede di pianificazione vanno definiti degli indicatori e degli obiettivi quantificabili. Vanno definiti i tempi e gli step di controllo che non siano troppo dilatati nel tempo. In pratica ogni nuova attività deve essere verificata per controllarne l’efficacia e il grado di raggiungimento del’obiettivo posto. Non tutte le azioni avranno, ovviamente, successo immediato e il controllo costante permette di intervenire rapidamente per correggere gli errori fatti e per ripianificare le attività di miglioramento.
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Ho vissuto i primi concetti di maketing nel 1974 in Texas Instruments. Mentre i più credevano che il marketing fosse pubblicità in caso di prodotto già sul mercato o di promozione nel caso che il prodotto fosse da lanciare, a me insegnarono che il marketing è una filosofia aziendale.
Il marketing è la tecnica del buon ragionamento nell’ambito aziendale.
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ci sarebbe proprio bisogno di un po’ di marketing per le PMI….ma pochi hanno voglia di smazzarsi l’analisi dei bisogni…
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Sono anni che nella consulenza manageriale ci diciamo che la PMI italiana fatica a concepire strumenti evoluti di marketing o anche semplici strumenti di marketing. Ma forse è davvero arrivato il momento di aiutare le nostre aziende, clienti ed in modo empatico costruire con loro percorsi di strategia applicata e metodo. Adesso che l’improvvisazione e la sola “grande capacità produttiva” non sono assolutamente piu’ sufficienti, magari abbiamo l’opportunità di condividere una comunità in formazione. Grazie per gli spunti che sempre proponi in discussione
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Per convincere gli imprenditori forse bisognerebbe impegnarsi a realizzare obiettivi con ritorni precisi
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In un mercato in contrazione la concorrenza è sempre più spinta e la propria “bravura produttiva” (che è il grande vanto ed autocompiacimento di tante PMI) non è sufficiente a garantire i desiderati sbocchi al prodotto.
Hai ragione Rudi a battere il chiodo del marketing strategico, ma per promuoverlo presso la base delle PMI forse è meglio chiamarlo come il titolo del punto 1 del post, “metodo di analisi costante”. Forse la parola strategia spaventa ancora, è “cara”. Convinciamo allora ad incominciare dall’analisi costante, sarebbe già tanto.
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L’Imprenditore di una PMI aggiunge hai 4 P (Price, Product, Place, Promotion) altre 2 P molto più concreti: Profit e Planning.
Si smarrisce quando all’orizzonte non riesce a intravedere la giusta rotta da intraprendere e preferisce arroccarsi in un porto sicuro che magari poi non si conferma tale.
La “strategia” l’Imprenditore è abituato a discuterla con la cerchia dei suoi fidati, quasi impossibile fare breccia e attivare strumenti utili.
L’inserimento della seconda o terza generazione, acculturata ed ambiziosa può essere occasione per avviare percorsi di crescita, facendo particolare attenzione ai fragili equilibri in essere.
Il mio è un piccolo contributo sulla base di esperienze personali, vissute sul campo.
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Nel tempo ho capito che la parola marketing è senza significato per gli imprenditori. Ci sentiamo dire: in azienda si produce (noi facciamo i migliori prodotti con le migliori materie prime), si vende (abbiamo bisogno di venditori con gli attributi), si amministrano i conti (talvolta). Ma cos’è il marketing? Cosa mi serve? Quanto mi costa? Oppure: dal marketing mi aspetto un bel folder o una bella fiera. Allora, come dice Alberto, visto che la parola marketing porta tanti fuori strada, cambiamola, qual’è il problema? Suggerimenti?
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Nella mia recente esperienza ho notato che, nell’ambito del marketing, le PMI sono carenti sotto due aspetti fondamentali: la visibilità del proprio marchio ed il monitoraggio della concorrenza. Essendo abituate da tempo a raccogliere ordinativi in modo relativamente agevole grazie ad un prodotto indubbiamente valido e ad una rete di vendita (o rete di clienti) consolidata, non riescono a compensare la contrazione del mercato proprio perchè non abituate ad “andare oltre”.
Insisto: serve un metodo di analisi costante del mercato, chiamiamolo così se marketing sembra troppo generico o, al contrario, troppo vuoto.
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E’ vero, le PMI ignorano piu’ o meno deliberatamente l’importanza del marketing strategico. E’ difficile che i consulenti riescano a sfondare questo muro perche’ alla base c’e’ una mancanza di conoscenza. Mi chiedo se manchi da parte delle camere di commercio, che sono le organizzazioni sul territorio che piu’ spesso sono a contatto con le nostre PMI, un’ iniziativa capillare di informazione e sensibilizzazione. Molte organizzano incontri, ma chi va a un incontro lo percepisce gia’ come un’occasione per approfondire un tema che interessa. Mi chiedo come e chi potrebbe creare il bisogno di essere interessati…
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