Internazionalizzazione: affrontare il multiculturalismo

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Durante la relazione al Convegno

Nel corso del Workshop “Internazionalizzare le PMI” di lunedì 30 settembre 2013, nell’ambito delle manifestazioni collaterali alla Fiera della Casa Moderna di Udine, mi è stato chiesto di trattare l’argomento su come affrontare i problemi del multiculturalismo nel corso dei rapporti di business in ambito internazionale.
Si tratta di un argomento che ho approfondito nel mio ultimo libro che uscirà a novembre per i tipi di Franco Angeli Editore, dal titolo “Export, delocalizzazione, internazionalizzazione”, e ho avuto piacere poterlo esporre dinanzi ad un pubblico qualificato. Continua a leggere “Internazionalizzazione: affrontare il multiculturalismo”

La strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni

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la strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni

L’ho scritto già diverse volte su questo Blog che la pianificazione è uno dei punti tanto critici quanto sottovalutati dai piccoli e medi imprenditori.
Pianificare non è soltanto un passo importante per riuscire a ottenere risultati, ma è un passo vitale.
Nostante ciò, sono moltissime le aziende che sottovalutano questo aspetto, commettendo degli errori strategici che possono inficiare le opportunità di successo.
Un business plan serve in diversi momenti della vita dell’impresa. Innanzi tutto al suo avvio, per chiarirsi bene le idee, capire quali possano essere i punti di forza e quelli di debolezza di un progetto, quali i costi e quali le aspettative di ricavo e di profitto.
Poi, però, un business plan può essere importante da definire durante particolari momenti nel corso della vita dell’azienda. Quando si intende lanciare una nuova linea o un nuovo prodotto, quando si intende impegnarsi in un grande investimento, quando si vuole delocalizzare, internazionalizzare, acquisire o vendere. E questi sono soltanto alcuni esempi. Continua a leggere “La strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni”

Marketing strategico per le PMI

media-strategySono ancora molti, forse troppi, a credere che il marketing sia redigere una brochure o preparare una campagna pubblicitaria.
Come teorizzato da Jerome McCarthy, e poi universalmente condiviso, le variabili che tradizionalmente si includono nel marketing sono le 4P del marketing mix:

  • Product (Prodotto)
  • Price (Prezzo)
  • Place (Punto Vendita)
  • Promotion (Comunicazione)

Come si vede la comunicazione (Promotion) è soltanto al quarto posto, certamente con pari dignità rispetto alle altre tre leve di marketing, ma non certamente tanto importante da sovrastarle.
Prima di definire che cosa comunicare al mercato è necessario definire una strategia, senza la quale gli sforzi e i costi di promozione potrebbero essere inutili o addirittura dannosi.
Il marketing strategico si basa sull’analisi dei bisogni degli individui e delle organizzazioni. Questo primo aspetto del processo di marketing riguarda anzitutto l’individuazione, all’interno del mercato di riferimento, dei prodotti-mercato e dei segmenti già esistenti o potenziali.
Le PMI posseggono sia la visione che la conoscenza del proprio mercato di riferimento, ma molto spesso mancano gli strumenti, le competenze e, soprattutto, il tempo per l’analisi dei dati che oggi, al contrario di un tempo, sono più facilmente a disposizione, ma manca il tempo necessario a organizzare la quantità di dati a supporto del business. Continua a leggere “Marketing strategico per le PMI”

Internazionalizzazione ma non per tutti

Prendo lo spunto da un articolo pubblicato su Linkiesta, un aggregatore di Blog e di notizie, in cui si parla della grande solitudine dei consulenti freelance, spiriti liberi, costretti a misurarsi con le grandi società di consulenza che hanno trasformato molti professionisti in venditori porta a porta.

Si chiama in causa l’internazionalizzazione delle imprese che, a detta di Federica Piran, autrice dell’illuminato post, è il nuovo cavallo di battaglia dei consulenti, o pseudo-tali, quelli che di volta in volta si improvvisano esperti dell’argomento che in quel momento è richiesto dal mercato.

Sono perfettamente d’accordo con il suo pensiero, ma, pur non essendo la mia una grande società di consulenza, da diverso tempo cerchiamo di aiutare le imprese italiane ad internazionalizzare e mi sono sentito chiamato in causa.

Chi segue questo Blog ha letto diversi post sulla necessità di andare all’estero per sopravvivere e di riconvertirsi per poter continuare a competere nel mercato.

L’autrice fa una affermazione che è sacrosanta: non tutte le imprese possono pensare di internazionalizzare, così come le grandi società di consulenza vorrebbero far credere. Il modello aziendale italiano è formato da tantissime microimprese che operano nella subfornitura e non hanno né la struttura, né la mentalità, né il prodotto, né la forza finanziaria per poter affrontare un progetto di internazionalizzazione.

Questo io lo vado sostenendo da sempre. Quello che però va compreso è che non possiamo neppure andare avanti con l’attuale modello produttivo. Continua a leggere “Internazionalizzazione ma non per tutti”

Delocalizzazione, Etica e Business

La protesta che sta circolando sui social network

In un post del 14 agosto scorso (Internazionalizzare vs Delocalizzare) ho affrontato il problema della differenza sostanziale tra internazionalizzazione e delocalizzazione. Credevo di scoprire l’acqua calda, invece, dalle numerose e-mail che mi sono arrivate, ho compreso di aver toccato un punto su cui molti non si erano soffermati in maniera sufficiente a ragionare.

Ho avuto modo di parlarne anche in occasione del Workshop presso la Fiera di Udine il 5 ottobre scorso e anche in quel caso ho ricevuto diversi riscontri positivi al mio pensiero.

Oggi ho trovato su un social network questo “manifesto” che stigmatizza l’utilizzo da parte delle compagnie telefoniche, ma non solo, di call center situati in paesi con bassi costi del personale, che attraverso operatori che parlano la nostra lingua, telefonano a Clienti o potenziali tali, italiani, proponendo servizi e prodotti.

Questo è un bellissimo esempio di delocalizzazione delle attività “produttive” con mantenimento del mercato di riferimento in Italia. Continua a leggere “Delocalizzazione, Etica e Business”

Local, Global, Glocal, una importante lezione da McDonald’s

Una importante lezione di strategia di ci viene dal colosso americano McDonald’s, che recentemente, ha avviato un progetto di penetrazione del mercato indiano, attraverso la creazione di una serie di prodotti vegetariani. Questo esempio è molto importante per introdurre quello che è uno dei grandi problemi per l’internazionalizzazione delle PMI italiane.

Uno dei principali limiti delle imprese che hanno sempre operato soltanto sul territorio nazionale o, al massimo, per Clienti dei paesi limitrofi e quello di essere convinti che una strategia che è stata vincente in Italia lo sarà sicuramente anche all’estero. Continua a leggere “Local, Global, Glocal, una importante lezione da McDonald’s”

Internazionalizzare vs Delocalizzare

Quali sono le differenze tra i due verbi, delocalizzare ed internazionalizzare, che molto spesso, troppo spesso, vengono usati come sinonimo?

Vediamolo attraverso quello che sta succedendo in molte parti d’Italia.

Secondo un recente studio di Unimpresa, le mete preferite dagli imprenditori italiani per le proprie strategie di internazionalizzazione sono Serbia, Montenegro, Croazia, Slovenia, Egitto e Tunisia.

I motivi principali che spingono le imprese italiane a trasferirsi all’estero sono gli sgravi fiscali e il costo del lavoro più basso.

Come da tempo stiamo ripetendo su questo Blog, questa crisi strutturale sta mettendo a dura prova moltissime aziende e la delocalizzazione della produzione sta diventando una scelta che non riguarda più soltanto la grande industria, ma anche le PMI. Continua a leggere “Internazionalizzare vs Delocalizzare”

Cosa fare se il PIL è in picchiata?

Ormai è notizia nota a tutti che dalle ultime rilevazioni trimestrali dell’ISTAT risulta che l’andamento del PIL nella penisola è caratterizzato da un netto calo sia nell’anno in corso sia rispetto a quanto registrato nel 2011, e che le cifre relative al secondo trimestre del 2012 sono pericolosamente vicine a quelle registrate nel quarto trimestre del 2009.
Che cosa possono fare le imprese in una situazione congiunturale di questo tipo? Continua a leggere “Cosa fare se il PIL è in picchiata?”

Investimenti alberghieri di lusso nel Golfo e in Nord Africa

Goldn Tulip Al Jazira Hotel – Abu Dhabi

Il Middle East e, nonostante le note vicende politiche, anche il Nord Africa, saranno teatro nei prossimi anni di grossi investimenti nel settore alberghiero di lusso.

Buone possono essere le prospettive per aziende italiane operanti nel contract lusso per acquisire importanti commesse nell’area. Continua a leggere “Investimenti alberghieri di lusso nel Golfo e in Nord Africa”

Il futuro green degli Emirati Arabi

Grandi opportunità di business vengono offerte oggi negli Emirati Arabi, alle aziende serie che operano nella green-economy.
A Masdar City, nell’emirato di Abu Dhabi è stata installata la prima stazione di ricarica rapida presente in Medio Oriente. Questo caricabatterie rapido permette di ridurre il tempo necessario per ricaricare le auto elettriche di oltre il 90 per cento, permettendo la ricarica completa dell’autovettura elettrica in soli 30 minuti, contro le sei ore dei modelli precedenti
Il progetto, in diretta collaborazione tra il governo di Abu Dhabi e la Mitsubishi Heavy Industries, ha l’obiettivo di ridurre le emissioni di gas inquinanti in atmosfera. Continua a leggere “Il futuro green degli Emirati Arabi”