Internazionalizzazione: affrontare il multiculturalismo

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Durante la relazione al Convegno

Nel corso del Workshop “Internazionalizzare le PMI” di lunedì 30 settembre 2013, nell’ambito delle manifestazioni collaterali alla Fiera della Casa Moderna di Udine, mi è stato chiesto di trattare l’argomento su come affrontare i problemi del multiculturalismo nel corso dei rapporti di business in ambito internazionale.
Si tratta di un argomento che ho approfondito nel mio ultimo libro che uscirà a novembre per i tipi di Franco Angeli Editore, dal titolo “Export, delocalizzazione, internazionalizzazione”, e ho avuto piacere poterlo esporre dinanzi ad un pubblico qualificato. Continua a leggere “Internazionalizzazione: affrontare il multiculturalismo”

Convegno: Nuova Legge Nazionale sulle professioni non ordinistiche

APCO_ACT_locandinaHo il piacere di comunicare che venerdì 25 gennaio alle ore 15.00 presso Palazzo Mantica, Corso Vittorio Emanuele, a Pordenone, si terrà un incontro organizzato da APCO, l’Associazione dei consulenti di direzione ed organizzazione, finalizzato alla lettura critica, alla spiegazione della nuova legge e al suo impatto sulle associazioni non ordinistiche.

L’incontro è indirizzato principalmente ai professionisti e a quanti possano essere interessati a questa legge nazionale che muta il quadro di riferimento attuale.

Relatori saranno Baldassi, Ferraioli e La Malfa, mentre interverranno i candidati alle elezioni regionali sergio Bolzonello e Luca Ciriani che si confronteranno sulla L.R. 13/2004 che trattava dello stesso argomento. Continua a leggere “Convegno: Nuova Legge Nazionale sulle professioni non ordinistiche”

La strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni

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la strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni

L’ho scritto già diverse volte su questo Blog che la pianificazione è uno dei punti tanto critici quanto sottovalutati dai piccoli e medi imprenditori.
Pianificare non è soltanto un passo importante per riuscire a ottenere risultati, ma è un passo vitale.
Nostante ciò, sono moltissime le aziende che sottovalutano questo aspetto, commettendo degli errori strategici che possono inficiare le opportunità di successo.
Un business plan serve in diversi momenti della vita dell’impresa. Innanzi tutto al suo avvio, per chiarirsi bene le idee, capire quali possano essere i punti di forza e quelli di debolezza di un progetto, quali i costi e quali le aspettative di ricavo e di profitto.
Poi, però, un business plan può essere importante da definire durante particolari momenti nel corso della vita dell’azienda. Quando si intende lanciare una nuova linea o un nuovo prodotto, quando si intende impegnarsi in un grande investimento, quando si vuole delocalizzare, internazionalizzare, acquisire o vendere. E questi sono soltanto alcuni esempi. Continua a leggere “La strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni”

Marketing strategico per le PMI

media-strategySono ancora molti, forse troppi, a credere che il marketing sia redigere una brochure o preparare una campagna pubblicitaria.
Come teorizzato da Jerome McCarthy, e poi universalmente condiviso, le variabili che tradizionalmente si includono nel marketing sono le 4P del marketing mix:

  • Product (Prodotto)
  • Price (Prezzo)
  • Place (Punto Vendita)
  • Promotion (Comunicazione)

Come si vede la comunicazione (Promotion) è soltanto al quarto posto, certamente con pari dignità rispetto alle altre tre leve di marketing, ma non certamente tanto importante da sovrastarle.
Prima di definire che cosa comunicare al mercato è necessario definire una strategia, senza la quale gli sforzi e i costi di promozione potrebbero essere inutili o addirittura dannosi.
Il marketing strategico si basa sull’analisi dei bisogni degli individui e delle organizzazioni. Questo primo aspetto del processo di marketing riguarda anzitutto l’individuazione, all’interno del mercato di riferimento, dei prodotti-mercato e dei segmenti già esistenti o potenziali.
Le PMI posseggono sia la visione che la conoscenza del proprio mercato di riferimento, ma molto spesso mancano gli strumenti, le competenze e, soprattutto, il tempo per l’analisi dei dati che oggi, al contrario di un tempo, sono più facilmente a disposizione, ma manca il tempo necessario a organizzare la quantità di dati a supporto del business. Continua a leggere “Marketing strategico per le PMI”

Internazionalizzazione ma non per tutti

Prendo lo spunto da un articolo pubblicato su Linkiesta, un aggregatore di Blog e di notizie, in cui si parla della grande solitudine dei consulenti freelance, spiriti liberi, costretti a misurarsi con le grandi società di consulenza che hanno trasformato molti professionisti in venditori porta a porta.

Si chiama in causa l’internazionalizzazione delle imprese che, a detta di Federica Piran, autrice dell’illuminato post, è il nuovo cavallo di battaglia dei consulenti, o pseudo-tali, quelli che di volta in volta si improvvisano esperti dell’argomento che in quel momento è richiesto dal mercato.

Sono perfettamente d’accordo con il suo pensiero, ma, pur non essendo la mia una grande società di consulenza, da diverso tempo cerchiamo di aiutare le imprese italiane ad internazionalizzare e mi sono sentito chiamato in causa.

Chi segue questo Blog ha letto diversi post sulla necessità di andare all’estero per sopravvivere e di riconvertirsi per poter continuare a competere nel mercato.

L’autrice fa una affermazione che è sacrosanta: non tutte le imprese possono pensare di internazionalizzare, così come le grandi società di consulenza vorrebbero far credere. Il modello aziendale italiano è formato da tantissime microimprese che operano nella subfornitura e non hanno né la struttura, né la mentalità, né il prodotto, né la forza finanziaria per poter affrontare un progetto di internazionalizzazione.

Questo io lo vado sostenendo da sempre. Quello che però va compreso è che non possiamo neppure andare avanti con l’attuale modello produttivo. Continua a leggere “Internazionalizzazione ma non per tutti”

Delocalizzazione, Etica e Business

La protesta che sta circolando sui social network

In un post del 14 agosto scorso (Internazionalizzare vs Delocalizzare) ho affrontato il problema della differenza sostanziale tra internazionalizzazione e delocalizzazione. Credevo di scoprire l’acqua calda, invece, dalle numerose e-mail che mi sono arrivate, ho compreso di aver toccato un punto su cui molti non si erano soffermati in maniera sufficiente a ragionare.

Ho avuto modo di parlarne anche in occasione del Workshop presso la Fiera di Udine il 5 ottobre scorso e anche in quel caso ho ricevuto diversi riscontri positivi al mio pensiero.

Oggi ho trovato su un social network questo “manifesto” che stigmatizza l’utilizzo da parte delle compagnie telefoniche, ma non solo, di call center situati in paesi con bassi costi del personale, che attraverso operatori che parlano la nostra lingua, telefonano a Clienti o potenziali tali, italiani, proponendo servizi e prodotti.

Questo è un bellissimo esempio di delocalizzazione delle attività “produttive” con mantenimento del mercato di riferimento in Italia. Continua a leggere “Delocalizzazione, Etica e Business”

Da McDonald maxischermo per giocare con lo smartphone

L’ultima trovata di McDonald’s si chiama Pick n’ Play ed è un gioco a premi che permette ai partecipanti di vincere un pasto gratuito. Dov’è la grande trovata, vi chiederete. Beh, il fatto è che per vincere è necessario giocare a Pong con il proprio Smartphone contro il computer del ristorante. Il tutto su uno schermo gigante posizionato proprio fuori dal McDonald’s. Per il momento succede soltanto al ristorante di Stoccolma, ma non è detto che l’iniziativa non venga replicata in tutte le città. Chi si trovava a passare davanti al locale poteva collegarsi con il proprio telefonino ad un … Continua a leggere Da McDonald maxischermo per giocare con lo smartphone

Farmville dal virtuale al reale

La direzione di una grande fattoria del Regno Unito ha pensato bene di trasformare Farmville, il gioco virtuale che spopola su Facebook, in realtà.

Per una quota di 30 sterline all’anno, la Winpole Home Farm, una azienda agricola che appartiene al National Trust, associazione inglese che difende il patrimonio naturale e culturale, permetterà a 10.000 persone di diventare fattori on-line. Continua a leggere “Farmville dal virtuale al reale”

Clienti insoddisfatti, vertici aziendali contenti

Al giorno d’oggi siamo bombardati da richieste sulla nostra soddisfazione come utenti e consumatori, ma realmente le nostre risposte le legge qualcuno? E, soprattutto, le nostre risposte vengono analizzate e tenute in considerazione?
Le analisi di customer satisfaction non sono nuove, ma nel recente passato hanno subito un’impennata, molto spesso causata da obblighi cogenti legislativi, come nel caso di molti enti pubblici che sono stati costretti a misurare la soddisfazione dell’utenza, o nel settore privato quando, con l’avvento della versione 2000 della norma ISO 9001, tutte le aziende certificate per la qualità, sono state di fatto costrette a mettere in campo delle metodologie per dimostrare di tenere sotto controllo la soddisfazione dei propri Clienti. Continua a leggere “Clienti insoddisfatti, vertici aziendali contenti”

Il mulino che vorrei

Come creare una community attorno ad un brand? Impossibile? Assolutamente no, Barilla ha creato da tempo il sito web http://www.nelmulinochevorrei.it e attualmente su Facebook si sono create spontaneamente 6 pagine tematiche con i prodotti più amati dai Clienti che, in questo caso è giusto chiamare “fan”, come dice sempre Massimo Carraro.

La pagina principale “Nel mulino che vorrei” conta oltre 23.000 fan.

Ma il marchio italiano non si limita a mantenere un canale di comunicazione aperto con i propri Clienti attraverso i social network, ma stupisce i fan con azioni di guerrilla che, naturalmente, contengono messaggi fortemente virali. Continua a leggere “Il mulino che vorrei”