
Eccomi qua: nella tana del lupo.
Prima o dopo doveva succedere che mi incontrassi con i cittadini più contrari alla nascita di Città Comune.
Come ho già scritto più volte in alcuni post degli ultimi mesi, a giugno di quest’anno i Cittadini di Monfalcone, Ronchi dei Legionari e Staranzano saranno chiamati, attraverso un voto, ad esprimersi su un quesito referendario che punta a fare di questi tre Comuni, una unica Città Comune di quasi 50.000 abitanti.
Ieri sera ho partecipato al secondo incontro pubblico organizzato dal dott. Franco Brussa, già Consigliere Regionale e persona attiva nell’ambito politico e sociale del Mandamento, Presidente della associazione Culturale LTS (Libertà Territorio Solidarietà), questa volta a Ronchi dei Legionari, nel corso del quale ho esposto il mio studio in merito a quelli che secondo me sono i vantaggi della fusione.
I cittadini ronchesi, forti di una loro storia personale, sono mediamente contrari a fondersi con il Comune di Monfalcone, considerando questo fatto quasi una sottomissione. Quindi mi aspettavo delle reazioni molto forti alla mia relazione, che invece porta in evidenza i vantaggi economici della fusione. Invece la serata si è svolta in un clima rilassato, senza grandi contrasti, se non un pacato e civile scambio dialettico, nel corso del quale ognuno ha espresso il proprio favore o le proprie perplessità.
All’incontro ha partecipato anche Franco Iurlaro del Dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche dell’Università di Udine, che ha presentato il suo studio che vede in maniera negativa la fusione.

Al contrario di quanto era avvenuto a dicembre a Staranzano, stavolta non è seguito un dibattito politico, ma esclusivamente un question time, nel corso del quale il pubblico partecipante ha posto delle domande a Iurlaro e a me, per cercare di chiarire meglio alcuni dubbi o formulare delle controproposte.
Si è trattato, quindi, di un incontro “tecnico” al quale non hanno partecipato, pur se presenti in sala, esponenti della politica locale.
