Nei post precedenti ho toccato diversi punti importanti del processo di internazionalizzazione di un’impresa, ma non ho toccato quello forse più critico nel sistema economico imprenditoriale italiano: il Papà.
Oddio, non che ce l’abbia in modo particolare con i genitori maschi, anzi, facendo anch’io parte della categoria, talvolta tendo ad essere molto comprensivo e indulgente con questi particolari colleghi, ma devo riconoscere che rappresentano, nel mondo imprenditoriale locale uno dei punti di maggiore resistenza al cambiamento e all’innovazione. Continua a leggere “Quando il papà non conosce l’inglese”
Una volta compreso che per affrontare con successo i mercati internazionali, è necessario avere le idee molto chiare su quali siano i benefici, ma soprattutto i rischi connessi all’operazione, sarà necessario predisporre un Piano Export preliminare che servirà come road-map sulle attività da svolgere.
Nessuno si sognerebbe di andare a fare un viaggio di piacere in automobile o in moto senza aver prima dato uno sguardo alla cartina geografica, definito, almeno in linea di massima, l’itinerario da compiere, calcolati i chilometri da percorrere quotidianamente, verificata la possibilità di trovare un ristorante e degli alberghi sul percorso. Studiato le cose da vedere strada facendo. E questo anche volendo andare un po’ all’avventura, perché altrimenti, credo che la maggioranza opterebbe anche per la prenotazione della camera, della cena, dei biglietti per i musei, molti si servirebbero dell’agenzia di viaggio.
Molto spesso, invece, quando un’azienda decide di affrontare un mercato estero, lo fa con assoluta leggerezza, magari soltanto perché un agente, distributore o pseudo tale ha lasciato in mano ad un commerciale un suo biglietto da visita nel corso di una fiera alla quale abbiamo partecipato.
Eppure investire in un allargamento geografico del proprio business è certamente più rischioso che non riuscire a trovare un albergo adatto alle nostre esigenze durante un viaggio di piacere in automobile. Continua a leggere “Impostare il Piano di internazionalizzazione”
Visto il successo di partecipanti al primo corso organizzato da East Consulting, e tenuto dal sottoscritto, su come affrontare con successo i mercati del Middle East, abbiamo deciso di raddoppiare entro le ferie agostane e, pertanto, il 26 e 27 luglio si replica Iscriviti subito !!! I mercati del Middle East ed in particolare quelli del Golfo Persico rappresentano oggi una grande opportunità di sviluppo per le PMI italiane. Affrontare tali mercati senza le opportune conoscenze può rivelarsi però estremamente rischioso per l’imprenditore. Lo scopo di questo corso è quello di illustrare le principali strategie e tecniche specifiche per approcciare … Continua a leggere Successo del corso di formazione su come affrontare i mercati del Middle East
Chiedendo agli imprenditori che operano all’estero come abbiano iniziato ad esportare, le risposte più frequenti sono: partecipazione a fiere internazionali, contatti personali, altri canali casuali.
Visto che in molti casi questi metodi hanno dato dei risultati tangibili, è ragionevole chiedersi perché lo sviluppo di un progetto di internazionalizzazione dovrebbe passare attraverso una pianificazione accurata e non semplicemente seguendo le occasioni che mano a mano si presentano.
Sebbene ci siano indiscutibili esempi di successi, anche notevoli, senza lo sviluppo di un progetto d’internazionalizzazione, la maggior parte delle aziende che hanno seguito questo sistema semplificato, hanno commesso dei gravi errori per aver esportato in modo occasionale e senza una specifico percorso di crescita culturale.
Mantenere il proprio know how in Italia e delocalizzare una parte dell’attività produttiva negli Emirati Arabi Uniti può essere una grande opportunità per la propria impresa e può dare una grande svolta al business.
Produrre negli Emirati Arabi Uniti significa bassi costi di produzione ed accesso ad un’area geopolitica in forte sviluppo: la penisola arabica (Emirati Arabi Uniti, Qatar, Oman, Arabia Saudita, Kuwait, Bahrain). Continua a leggere “Delocalizzare negli UAE”
SACE, l’agenzia italiana di credito all’esportazione, ha presentato la Mappa dei Rischi 2012, realizzata utilizzando un nuovo sistema di rating studiato per tenere in considerazione le mutate condizioni economico-finanziarie e permettere alle imprese di analizzare in maniera più realistica e funzionale i rischi dei Paesi esteri nei quali hanno intenzione di investire. Continua a leggere “La mappa dei rischi paese 2012”
Finora abbiamo indicato quali siano i vantaggi per una impresa di intraprendere la strada dell’internazionalizzazione.
A fronte delle opportunità e dei vantaggi, però, esiste anche una serie di rischi che è assolutamente necessario tenere in forte considerazione se si vuole che l’esperienza diventi un successo e non si trasformi in una tragedia.
Oltre ai rischi e ad alcuni esempi reali, cercheremo di indicare le precauzioni da prendere. Continua a leggere “Rischi dell’internazionalizzazione”
Nei post delle scorse settimane abbiamo iniziato a trattare in maniera organica il tema dell’internazionalizzazione delle PMI.
Oggi continueremo, come promesso, con il primo di una serie di articoli progressivamente più impegnativi e approfonditi per sviluppare l’importantissimo argomento.
Oggi parleremo dei vantaggi dell’esportazione, che è soltanto una parte dell’internazionalizzazione dell’impresa. Si tratta della punta dell’iceberg, ossia la parte emersa, quella visibile, che permette immediatamente di far comprendere quali siano i vantaggi per le aziende di allargare il proprio sguardo ai mercati internazionali. Continua a leggere “Vantaggi dell’internazionalizzazione”