Lo zaino, gli occhiali da lettura e altre storie

L’unico vantaggio di essere anziani, credo, è che non si è morti da giovani.
Molte persone non sanno invecchiare, e mi sa che io sono tra queste.
Non sto filosofando su cose nuove, lo so. Credo che da sempre l’invecchiamento dell’uomo sia stato alla base di grandi discussioni. Basti pensare al Cato Maior de senectute di Cicerone.
A me piace molto la frase che Oscar Wilde scrive ne Il ritratto di Dorian Gray: “La tragedia della vecchiaia non è invecchiare, ma rimanere giovani dentro”.
Sembra un paradosso, d’altra parte il buon vecchio Oscar è stato il re dei paradossi, ma non lo è. Me ne sto rendendo conto.
Passano gli anni, i mesi, e se li conti anche i minuti, cantava Fabrizio De Andrè, è triste trovarsi adulti senza essere cresciuti. Il menestrello genovese parlava di nani, ma la frase va bene anche per la maturità. I Peter Pan che rifiutano di crescere sono molti, e in questi ultimi anni sono sempre di più. Cinquantenni che sposano ventenni, settantenni che si risposano con trentenni, sessantenni che corrono. Si, avete letto bene, sessantenni che corrono. Perché sono ormai tantissimi i maratoneti e gli IronMan che hanno il numero sei e talvolta anche il sette, come prima cifra della loro età.
Gente che continua a spingere il proprio corpo all’estremo, nella speranza, forse, dell’immortalità. Continua a leggere “Lo zaino, gli occhiali da lettura e altre storie”

Galeotta fu la pasta alla menta

Schermata 2016-07-17 alle 12.45.26E’ stato Facebook, stamattina, a ricordarmi qualcosa, accaduto esattamente trent’anni fa. Ovviamente il social network che ha cambiato le nostre vite (che sia in meglio, o che sia in peggio, ma dobbiamo ammettere che le ha cambiate) non può sapere quello che è successo, ma un suo algoritmo ha letto la data di una fotografia che avevo inserito in un album fotografico qualche anno fa, ha fatto uno stupidissimo calcolo che sarebbe stato capace di fare anche un Commodore 64, e mi ha lanciato una freccia dritta dritta nel cuore:
“Hai ricordi con Mara Salviato, Riccardo Crepaldi e altri sette amici“. Clicco sul link e vengo sparato da una macchina del tempo su una liscia parete dolomitica inondata dal sole.
17 luglio 1986, altro che semplici ricordi … Continua a leggere “Galeotta fu la pasta alla menta”

Impossibile sconfiggere i pregiudizi e i luoghi comuni

L’altra sera, per caso, ho incontrato la moglie medico di un mio amico. Erano tre anni che non la vedevo. L’ultima volta ci eravamo visti alla cena di un evento, alle fine del 2013. Nel corso della cena, seduti allo stesso tavolo, mi aveva chiesto della dieta che stavo seguendo, dato che mi aveva visto dimagrito. In quell’occasione avevo avuto modo di parlarle della dieta GIFT che avevo appena conosciuto e di come io e Mara stessimo modificando il nostro stile di vita.
Le avevo parlato del movimento e dell’importanza di eliminare alcuni non-alimenti dalla nostra dieta, come gli zuccheri raffinati e le farine raffinate. Entusiasta gli raccontavo dei risultati che stavo ottenendo avendo modificato completamente non soltanto la mia alimentazione, ma il mio stile di vita.
In quel momento, credo fossi arrivato ad ottantotto chili dai novantadue dai quali ero partito.
La sua risata mi aveva gelato. Mi disse testualmente:

– Si si, come tutti. Adesso andrai giù altri quattro, cinque chili e poi farai jo-jo e riprenderai tutti i chili persi con gli interessi – Continua a leggere “Impossibile sconfiggere i pregiudizi e i luoghi comuni”

La partita del Cuore

Se una squadra perde a calcio per 4 a 1 e il suo portiere è stato il migliore in campo, beh … c’è da farsi qualche domanda.
Che ridere. Giovedì 2 giugno, dopo circa quindici anni, ho giocato a calcio, in un campo vero, di quelli lunghi 90 metri, che quando li vedi in televisione ti sembrano corti, ma quando provi a correrci sopra, sono infiniti.
Complice un accordo tra l’Interact Monfalcone-Grado e il suo omonimo di Trieste, sono stato coinvolto in una “Partita del Cuore ” per raccogliere fondi per l’AISM – Associazione Sclerosi multipla. Alla partita avrebbero dovuto partecipare due squadre di rotariani. Bisiachi (RC Monfalcone-Grado) contro Triestini (RC Trieste).

La pensata era proprio questa: far pagare gli spettatori per vedere 22 seri professionisti, qualcuno anche con cariche importanti sul territorio, messi in mutande (qualcuno ha detto in pantaloncini, ma vi assicuro che il risultato finale propendeva più per i mutandoni) a correre (beh, correre è un modo di dire) dietro ad un pallone. Continua a leggere “La partita del Cuore”

Benedette, maledette piste ciclabili e una crostata “senza”

Sabato sono risalito in bicicletta dopo tre settimane. L’ultima volta era stato in occasione del triathlon sprint di Lignano, il 30 aprile, e quindi, anche in quell’occasione, di chilometri ne avevo fatti soltanto venti.
Poi mi sono dedicato alla preparazione finale per la Half Marathon di Hackney e, dopo il necessario recupero (se non volete che “muoro” 😀 ) il tempo atmosferico non aveva aiutato e non ero più riuscito a risalire in sella.

Assieme al mio amico Sergio, complice la bellissima giornata, ci siamo fatti una bella sgambata di 67 chilometri con oltre settecento metri di dislivello. Un giro per il Collio e per il Carso, alla ricerca dei ciliegi selvatici. Oddio, non è che siano proprio selvatici, ma questa è una scusa per non sentirsi dei ladri a raccogliere i preziosi frutti dai rami che penzolano sulla strada. Tutto sommato non è andata male. La preparazione invernale si sente e, anche se non ho mosso le gambe sui pedali per tre settimane, sono riuscito a mantenere un buon ritmo.

Ieri, per recuperare lo sforzo fatto in salita, ho pensato bene di replicare l’uscita, ma percorrendo una strada pianeggiante che mi portasse a respirare il profumo del mare.
Ho pensato così di provare a percorrere quelle piste ciclabili di cui tanto si discute in questi ultimi anni. Continua a leggere “Benedette, maledette piste ciclabili e una crostata “senza””

Half Marathon di famiglia

L’idea nasce da Mara che, una domenica di settembre del 2015, la propone davanti ad un attonito pubblico, raccolto attorno al piccolo schermo del MacBook, durante la consueta sessione domenicale di Skype.
Come ogni domenica sera, la webcam registra e trasmette le immagini nostre e dei nostri due ragazzi londinesi che, ai due estremi opposti dei cavi di rame del collegamento Internet, ci raccontiamo le cose della settimana passata e i progetti per la settimana entrante.

Di colpo, a ciel sereno, Mara propone di correre assieme una mezza maratona a Londra. E’ un’idea che mi lascia senza parole. Non perché non  mi piaccia o mi preoccupi, ma perché proviene da Mara. Mara, pur possedendo naturalmente un fisico da atleta, preferisce di gran lunga le pagine dei libri alle attività sportive.
E qui non parla di una 5 o di una 10 chilometri, ma spara alto, riesce a pronunciare quel nome che evoca antiche e moderne epiche imprese: Maratona. Anche se ammorbidito da quel “mezza” messo davanti che ci ricorda che i chilometri da percorrere non sono 42,195 ma soltanto la metà, ossia “appena” 21,097.

Il messaggio, per chi lo vuole comprendere, è molto chiaro. La mamma vuole costruire ancora un progetto famigliare assieme, un progetto che esca dai binari della cosiddetta normalità, del parlare del lavoro, della casa, dei trasporti, della carriera e del futuro. Un progetto inutile, una proposta che non è speculativa a nulla, ma che è meravigliosa proprio nella sua inutilità. Allenarsi assieme, a distanza, per preparare un evento che ci vedrà tutti riuniti per sudarci una medaglia di latta e una maglietta da finisher che finirà nella pila delle t-shirt destinate a rimanere per sempre chiuse nell’armadio. Continua a leggere “Half Marathon di famiglia”

L’abbraccio dei ragazzi di Calicanto

Arrivo Lignano

Ieri pomeriggio ho rispettato il mio impegno morale e ho completato in 1 ora, 29 minuti e 43 secondi (tempo ufficiale) il Triathlon di Lignano Sabbiadoro. Ho percorso 750 metri a nuoto, 20 Km in bicicletta e 5 Km di corsa. Sono arrivato al traguardo a 33 minuti dal primo classificato, un 24 enne tutto muscoli e niente ciccia. E non sono nemmeno arrivato ultimo, come credevo, ma 158° su 242 partenti.
Quindi, credo di aver tenuto alta la bandiera del RC Monfalcone-Grado che mi ha sostenuto.
Durante il percorso sono stato supportato dal tifo dei molti ragazzi di Calicanto Onlus, che sono venuti apposta a Lignano per sostenermi.
Come sapete, la mia partecipazione a questa competizione aveva lo scopo di raccogliere fondi per i progetti estivi di Calicanto Onlus a favore di giovani abili e disabili.

Avevamo posto l’obiettivo di raccogliere almeno 1.000 Euro dei 5.000 che sono necessari per le attività estive già programmate, ma, proprio ieri mattina, poco prima della partenza, il contatore delle donazioni segnava: 1.586 Euro.

Ma spero non sia finita. So che molti stavano aspettando che io rispettassi la promessa fatta e attendevano il mio passaggio sotto all’arco dell’arrivo per donare. Continua a leggere “L’abbraccio dei ragazzi di Calicanto”