Ormai è notizia nota a tutti che dalle ultime rilevazioni trimestrali dell’ISTAT risulta che l’andamento del PIL nella penisola è caratterizzato da un netto calo sia nell’anno in corso sia rispetto a quanto registrato nel 2011, e che le cifre relative al secondo trimestre del 2012 sono pericolosamente vicine a quelle registrate nel quarto trimestre del 2009.
Che cosa possono fare le imprese in una situazione congiunturale di questo tipo? Continua a leggere “Cosa fare se il PIL è in picchiata?”
Il Middle East e, nonostante le note vicende politiche, anche il Nord Africa, saranno teatro nei prossimi anni di grossi investimenti nel settore alberghiero di lusso.
Grandi opportunità di business vengono offerte oggi negli Emirati Arabi, alle aziende serie che operano nella green-economy.
A Masdar City, nell’emirato di Abu Dhabi è stata installata la prima stazione di ricarica rapida presente in Medio Oriente. Questo caricabatterie rapido permette di ridurre il tempo necessario per ricaricare le auto elettriche di oltre il 90 per cento, permettendo la ricarica completa dell’autovettura elettrica in soli 30 minuti, contro le sei ore dei modelli precedenti
Il progetto, in diretta collaborazione tra il governo di Abu Dhabi e la Mitsubishi Heavy Industries, ha l’obiettivo di ridurre le emissioni di gas inquinanti in atmosfera. Continua a leggere “Il futuro green degli Emirati Arabi”
Martin Lutero inchioda le 95 tesi sul portone della Chiesa di Wittenberg il 31 ottobre del 1517
In questi giorni c’è un caldo infame, le strade si stanno pian piano svuotando e i camionisti, nonostante tutto, sembrano essere più tolleranti, chissà, forse stanno pensando anche loro alle prossime ferie.
Oggi vi propongo una lettura da ombrellone. Una sana meditazione agostana, su un documento realizzato ormai tredici anni fa, ma che purtroppo pochissimi imprenditori ancora conoscono.
Non esisteva ancora il Web 2.0, ma Rick Levine, Christopher Locke, Doc Searls e David Weinberger proposero una riflessione su come stava evolvendo il mondo del marketing e del business in generale.
In analogia con le 95 tesi che Martin Lutero, con una vera e propria azione di Guerrilla Marketing, affisse alla porta della Chiesa di Wittenberg, che accesero un dibattito teologico che terminò con la nascita della Riforma protestante, nel 1999 nasceva il Cluetrain Manifesto che, i altrettante tesi, proponeva una riflessione sulla riforma dei mercati, alla luce della grande rivoluzione che Internet stava portando nella comunicazione.
Gli autori affermano che Internet è diversa dai media tradizionali utilizzati per il marketing di massa in quanto consente alle persone di avere delle conversazioni di tipo “uomo a uomo” e, potenzialmente, queste possono trasformare in modo radicale le pratiche commerciali tradizionali.
Eccole qui le 95 tesi…meditate:
Una delle frustrazioni più grandi per un consulente è affermare “io lo avevo detto”. Questo per molti motivi, il primo perché nessuno ti crede e pensa che stai cercando di crearti l’immagine del Guru che, diciamo la verità, non ti si addice per niente. Il secondo motivo, molto più serio è perché significa che nessuno ti si è filato, i Clienti hanno continuato a fare quello che credevano e, anche se ti hanno pagato regolarmente, non hanno seguito i tuoi consigli.
Nel 2007, in piena crescita economica, avevo detto ad alcuni imprenditori di fare attenzione con gli investimenti nei quali si stavano pesantemente impegnando, perché la crescita non sarebbe durata ancora a lungo e, probabilmente, ci saremmo dovuti aspettare un periodo di recessione. Continua a leggere “E continuiamo a chiamarla “Crisi””
Quest’anno il Ramadan inizia il 20 di luglio. Questo periodo rituale della religione islamica, che ogni anno si sposta di undici giorni, dipende dal calendario Hijri che si basa sul ciclo lunare. Il Ramadan è il nono e più sacro mese del calendario islamico.
Per chi intrattiene rapporti di affari o vorrebbe iniziare ad operare nei mercati del mondo arabo, è molto importante conoscere questo momento di vita dei musulmani. Continua a leggere “Inizia il Ramadan”
Nei post precedenti ho toccato diversi punti importanti del processo di internazionalizzazione di un’impresa, ma non ho toccato quello forse più critico nel sistema economico imprenditoriale italiano: il Papà.
Oddio, non che ce l’abbia in modo particolare con i genitori maschi, anzi, facendo anch’io parte della categoria, talvolta tendo ad essere molto comprensivo e indulgente con questi particolari colleghi, ma devo riconoscere che rappresentano, nel mondo imprenditoriale locale uno dei punti di maggiore resistenza al cambiamento e all’innovazione. Continua a leggere “Quando il papà non conosce l’inglese”
Una volta compreso che per affrontare con successo i mercati internazionali, è necessario avere le idee molto chiare su quali siano i benefici, ma soprattutto i rischi connessi all’operazione, sarà necessario predisporre un Piano Export preliminare che servirà come road-map sulle attività da svolgere.
Nessuno si sognerebbe di andare a fare un viaggio di piacere in automobile o in moto senza aver prima dato uno sguardo alla cartina geografica, definito, almeno in linea di massima, l’itinerario da compiere, calcolati i chilometri da percorrere quotidianamente, verificata la possibilità di trovare un ristorante e degli alberghi sul percorso. Studiato le cose da vedere strada facendo. E questo anche volendo andare un po’ all’avventura, perché altrimenti, credo che la maggioranza opterebbe anche per la prenotazione della camera, della cena, dei biglietti per i musei, molti si servirebbero dell’agenzia di viaggio.
Molto spesso, invece, quando un’azienda decide di affrontare un mercato estero, lo fa con assoluta leggerezza, magari soltanto perché un agente, distributore o pseudo tale ha lasciato in mano ad un commerciale un suo biglietto da visita nel corso di una fiera alla quale abbiamo partecipato.
Eppure investire in un allargamento geografico del proprio business è certamente più rischioso che non riuscire a trovare un albergo adatto alle nostre esigenze durante un viaggio di piacere in automobile. Continua a leggere “Impostare il Piano di internazionalizzazione”
Chiedendo agli imprenditori che operano all’estero come abbiano iniziato ad esportare, le risposte più frequenti sono: partecipazione a fiere internazionali, contatti personali, altri canali casuali.
Visto che in molti casi questi metodi hanno dato dei risultati tangibili, è ragionevole chiedersi perché lo sviluppo di un progetto di internazionalizzazione dovrebbe passare attraverso una pianificazione accurata e non semplicemente seguendo le occasioni che mano a mano si presentano.
Sebbene ci siano indiscutibili esempi di successi, anche notevoli, senza lo sviluppo di un progetto d’internazionalizzazione, la maggior parte delle aziende che hanno seguito questo sistema semplificato, hanno commesso dei gravi errori per aver esportato in modo occasionale e senza una specifico percorso di crescita culturale.
Mantenere il proprio know how in Italia e delocalizzare una parte dell’attività produttiva negli Emirati Arabi Uniti può essere una grande opportunità per la propria impresa e può dare una grande svolta al business.
Produrre negli Emirati Arabi Uniti significa bassi costi di produzione ed accesso ad un’area geopolitica in forte sviluppo: la penisola arabica (Emirati Arabi Uniti, Qatar, Oman, Arabia Saudita, Kuwait, Bahrain). Continua a leggere “Delocalizzare negli UAE”